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VIDEOGIOCHI, LA VERA DIPENDENZA

La dipendenza non è determinata solo da alcool, sigarette e droga

Mihalache Alexandru • marzo 2010

Il fenomeno dei videogiochi oggi ha raggiunto dimensioni notevoli a livello planetario. Il Centro Studi Minori e Media ha recentemente illustrato i risultati dell'indagine "Minori in videogioco" , alla quale hanno partecipato ben 2037 studenti di 39 scuole italiane (scuole medie e scuole superiori) di 18 città del nord, del centro e del sud, in rappresentanza di 8 regioni. Dallo studio è emerso che il 58,5% degli studenti gioca con i videogame una volta al giorno, il 20,5% due volte al giorno. Il tempo medio di gioco è inferiore a un'ora per il 57% degli studenti, mentre uno studente su quattro gioca da una a tre ore. I generi preferiti sono l'avventura (29%) e lo sport (21,5%), anche se gli studenti che giocano per più di tre ore al giorno prediligono i giochi di combattimento. Quasi la metà dei ragazzi gioca da solo. Gli eventuali compagni di gioco sono preferenzialmente gli amici (37%), i fratelli o le sorelle (17,5%) o il
papà (15%).

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La prima conferma sperimentale è che giocare di continuo provoca anche una dipendenza fisica. Con le dovute proporzioni, dicono gli scienziati, i meccanismi ricordano da vicino quelli innestati da numerosi stupefacenti, dove l'esperienza deviante diventa il primo cardine della successiva dipendenza chimica. "Abbiamo già numerosi pazienti e famiglie che ci chiedono aiuto", ha dichiarato Sabine Grüsser, ricercatrice presso l'Università tedesca.

Nelle persone che stanno per cadere nella dipendenza è come se scattasse un meccanismo di associazione fra il reale e il gioco. Oggetti o immagini che normalmente non provocano alcun tipo di reazione, iniziano a stimolare sensazioni e pensieri legati al gioco. Un po' come accadrebbe ad un consumatore di crack, ha spiegato Grüsser, che dà un valore particolare, o associa una sensazione, al luogo dove abitualmente consuma quella sostanza o a fatti ed elementi che glielo ricordano. Anche una volta uscito dal "tunnel" - afferma la ricercatrice tedesca - il contatto con questi ambienti sarà sempre in grado di riaccendere il desiderio deviante.

Detto ciò, forse, la prossima volta presterete più attenzione al tempo trascorso davanti al vostro videogioco preferito.

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