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"SPOSERO' UN'ITALIANA CHE SA FARE LE LASAGNE!"

Io non vado neanche pazzo per le lasagne...

Olsjan Dedej, Ervin Ceka • gennaio 2009

Olsjan Dedej ed Ervin Ceka, rispettivamente di 21 e 18 anni, sono in Italia dal 8 aprile 94 (Olsjan) e dal 3 luglio 2003 (Ervin). Vengono dall’Albania, Durazzo (Olsjan) e Vore (Ervin).

Olsjan ed Ervin sono venuti in Italia per seguire i loro genitori arrivati qui per lavoro; il padre di Olsjan è un piccolo imprenditore edile, in Albania faceva il muratore per conto dello Stato; il papà di Ervin fa il magazziniere mentre in Albania aveva un officina metal meccanica tutta sua e la mamma un salone di bellezza, hanno lasciato le loro occupazioni in Albania per venire in Italia alla ricerca di una vita migliore.

Olsjan era troppo piccolo per avere delle aspettative sull’Italia.

La famiglia di Ervin in Italia ha avuto la possibilità di vivere unita: per sette anni il papà di Ervin ha lavorato in Grecia e in Macedonia ed è stato lontano dalla sua famiglia, finalmente ora vivono tutti assieme.

Olsjan ha vissuto i suoi primi due anni in Italia, in Sicilia, si è trovato benissimo, la gente lì è più socievole, aperta, disponibile e culturalmente più vicina a lui. A Pordenone non si è trovato bene, c’era molta gente piena di pregiudizi; ora gli insulti sono una normalità, h imparato a non ascoltare chi lo offende. Ora fa l’operaio, si trova bene con i suoi colleghi, che lo apprezzano anche al di fuori del contesto lavorativo.

Ha cercato di adeguarsi agli atteggiamenti degli italiani per far pesare di meno le differenze culturali: ad esempio suo paese quando ci si incontra ci si abbraccia e bacia qui invece ci si saluta con un cenno. Adesso, però, quando va in Albania si sente uno straniero nel suo paese, perché ha acquisito comportamenti appresi dagli italiani, i suoi connazionali pensano che “se la tiri”.

Ervin non ha la prospettiva di ritornare in Albania, ormai si è abituato alla vita in Italia, sogna di sposare una ragazza italiana che sa fare le lasagne.

lasagne

Ad Olsjan manca il posto dove abitava, la sua proprietà e la casa che sta finendo di costruire. Olsjan ha voglia di ritornare in Albania, ma non sa se dopo tutti questi anni sarebbe in grado di affrontare una vita diversa.

Lo stile di vita in Albania è completamente diverso: non c’è lavoro, non è un paese industrializzato, chi lavora non ha un regolare contratto, la malattia non è pagata e un giorno di assenza comporta il licenziamento.

Le famiglie in Albania sono molto più unite, ci sono rapporti allargati che coinvolgono per esempio cugini di secondo e terzo grado; la figura paterna è molto importante e rispettata.

I ragazzi si sposano presto, si fidanzano a 15-16 anni; i matrimoni nella maggior parte dei casi sono combinati: un amico di famiglia o un parente può individuare una ragazza, dopo averla osservata, la propone al possibile fidanzato che, se approva, la prende direttamente in moglie.

Le donne sono meno libere rispetto alle italiane, non sempre possono lavorare, se non in casa e le decisioni vengono prese dai mariti, cui non si può obiettare.

Ad Ervin manca molto il suo nonno e i suoi amici. In Albania si divertiva con poco, quando era piccolo non c’era la playstation, e il primo computer l’ha avuto a 10 anni.

Ricorda anche che non c’era la luce per tutte la ore del giorno, e suo nonno gli raccontava storie di paura al lume di candela.

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