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POPOLO HARDCORE

Chi sono, cosa fanno

Sara Occhielli • gennaio 2009

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Il Popolo Hardcore vede le sue origini nel 1993, in Olanda, negli stadi dove facevano parte gli “ultras”. Politicamente schierati a sinistra, vengono chiamati Gabber.

Inizialmente sia lo stile che la musica erano molto rudi, poi alcuni dj interessati al cambiamento e alla novità decidono di sviluppare questa nuova moda ed è così che nasce la vera è propria musica Hardcore, che veniva usata principalmente come "inno di battaglia" negli scontri all'interno degli stadi.

Il termine Gabber deriva dalla parola yiddish khaver, che significa "amico".
Sembra che un ragazzo appassionato di musica hardcore volesse entrare in un club di Amsterdam, ma l'accesso gli fu negato dal buttafuori, il quale gli disse "No gabber, non puoi entrare". Altre scuole di pensiero fanno derivare la parola dall'inglese colloquiale gabber, ossia "casinista"

L'Hardcore sbarca in Germania ove viene denominata Techno: nascono così gli Warrior, distinti per orientamento politico ed abbigliamento, propensi alla "distruzione dei Gabber". In Italia, invece, dobbiamo aspettare due anni, perché si accenni a qualche brano hardcore grazie al dj Lancinhouse, che “resident” alla discoteca “Number One” fa diventare quest'ultima la discoteca per eccellenza del popolo Hardcore, che all'ora comprendeva: Gabber, Warrior, Raver, Discotecomani, “fattoni” e Fuffe.

Dopo una piccola introduzione sull'origine possiamo proseguire rispondendo ad una quasi ovvia domanda "Ma come si distinguono i Gabber, oltre che per la musica?"; bèh… innanzi tutto essendo nati come ultras hanno mantenuto una certa somiglianza con quest’ultimi, ad esempio i capelli rasati e il boomber come giubbotto; poi, però, si sono evoluti trasformando lo stile hooligans, rigido e casual, in un abbigliamento più sportivo, che prevede marche come: Australian, Lonsdale, Cavello e Fred Perry; ma anche marche più giovani che derivano da etichette discografiche, da dj o da rave quali: Rotterdam Terror Corps, Master of Hardcore, Gabber Mafia, Thunderdome, Traxtorm, Neophyte, D-Boy, ecc... Mentre per le scarpe ormai le più comuni e diffuse all'unisono sono le Hair Max Classic BW.

Questo stile perso da una decina d'anni sta riprendendo piede in Italia, dove a causa della chiusura della discoteca madre dell'Hardcore Number one (1999), sequestrata per spaccio, era sparito. I Gabber, etichettati come tossici a causa dei fatti accorsi in questa discoteca, tristemente famosa per le “paste Killer” che uccidevano già alla prima assunzione; iniziano a diradarsi. Per questo motivo si opera una distinzione tra: i "vecchi", ovvero i reduci dalla chiusura del Number One, e quelli che, ora come ora, lo vogliono diventare, poiché si dice che: "Chi non è stato al Number One non si può ritenere un vero Gabber!"

sara

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