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NATALE IN MACEDONIA

Dove la festa più importante è il Bajram

Mersim Ibusoski, Giuseppe Vitali • gennaio 2009

In Macedonia, uno stato appartenente alla zona dei Balcani, la popolazione è suddivisa in tre grandi ceppi religiosi, i Mussulmani che occupano il 30% degli abitanti, i Cristiani che occupano il 65% e il 5% è praticante Ortodosso. In questa nazione si parlano Macedone, Albanese ed Inglese.

Come in Italia, per ogni religione, il giorno di Natale è festeggiato in modi differenti tra gli abitanti per le discrepanti fedi che vi si sono instaurate in questo paese. Per gli Islamici, ad esempio, questo giorno è uguale ad un altro, gli Ortodossi festeggiano il 7 dicembre anziché il 25 e i Cristiani usano gli stessi usi e costumi utilizzati in Italia (cenone in famiglia, regali, ecc.).

A differenza del Natale i Mussulmani nel mese di dicembre prestano grand’attenzione al capodanno, organizzando incontri e cene in famiglia per scambiarsi gli auguri allo scoccare della mezzanotte per poi prendere e dividersi ed andare a festeggiare fino a note fonda in discoteche, piazze, bar e molti altri luoghi. I festeggiamenti del capodanno sono pressoché simili tra Italia e Macedonia.

La ricorrenza più importante per la religione Maomettana è il Ramadam che ogni anno cambia la sua data di celebrazione; la sua durata è di un mese e la regola principale consiste nel non mangiare, bere, fumare ed avere rapporti sessuali dalle 5/6 di mattino, in base alla data, sino alle 6 e 30 di sera. In questo mese bisogna inoltre essere sinceri, onesti e leali con il prossimo.

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Per i Mussulmani il primo giorno dopo la fine della ricorrenza è la festa più importante e prende il nome di Bajram. In questa giornata, per tradizione, tutti devono indossare nuovi capi d’abbigliamento o se non ci sono fondi monetari nelle famiglie, ci si deve vestire con i migliori abiti in proprio possesso. Gli Islamici, il giorno del Bajram, devono alzarsi verso le 5:30 per andare a pregare in Moschea e di seguito alla Santa messa si recano tutti in camposanto per recitare preghiere ai defunti. Nel proseguimento di queste ventiquattrore i fedeli pranzano in famiglia e si recano da parenti e amici per scambiarsi gli auguri.

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