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MEETING 2010

DifferenziARTI, un progetto per tutti

Ester Montisci • Dicembre 2009

Mercoledì 16 Dicembre 2009 alcuni ragazzi di varie scuole (es: scuola del legno Ipsia Brugnera, liceo socio psico-pedagocico Leopardi Majorana, il Centro Formazione Pordenone, ecc...) si sono ritrovati al Deposito Giordani per la preparazione del nuovo meeting 2010.

Prima di dare inizio a tutto, la referente del progetto, Luisa Conte, ha chiamato all'appello tutte le scuole presenti che a loro risposta alzavano la mano con un “eh” come per dire < ci siamo e vogliamo partecipare per divertirci >. Dopo questi esulti, che portavano calore e voglia di partecipare, la referente ci presentò gli organizzatori che avrebbero lavorato con noi al progetto: Francesco (responsabile della radio web, nata da Stefano con l'idea di raccogliere musica, idee, poesie, pensieri, ecc...), Stefano e Cristian (aiutanti di Luisa che hanno già sperimentato questa esperienza in altre zone) e infine, a mio parere la più importante di tutti, la professoressa Astorri Silvia che ha presentato il giornalino on-line del CFP e la nuova redazione 2009/2010.

Dopo le varie presentazioni, la parola passò a Stefano che, la prima cosa che fece dopo averci salutato, fu quella di porci una domanda che probabilmente nessuno si sarebbe mai aspettato: < perché sei qui? >. Tante sono state le risposte, alcune di queste erano: < per esprimere i miei pensieri >, < per partecipare al progetto giovani >, < per confrontarci tra noi >, …

Dopo questa domanda, iniziò a leggere alcune regole del progetto: “chiunque partecipa è la persona giusta”, “in qualsiasi momento cominci, è il momento giusto”, “quando è finita, è finita”,…

Ad un certo punto Stefano ci mostrò un “disegno” e ci chiese cosa, ognuno di noi, vedeva. Molte sono state le risposte e le facce strane dei ragazzi che si chiedevano come mai aveva fatto quella domanda. Il motivo era molto semplice: poteva benissimo chiederci cosa vedevamo intorno a noi, ma preferì chiederci cosa vedevamo in quel foglio proprio per attirare la nostra attenzione, focalizzare il nostro sguardo su un unico punto, uguale per tutti, perché l’ambiente circostante era immenso di piccoli e grandi particolari. < Il nostro cervello è come un centro, più è aperto e più impariamo. Ascoltare gli altri è un modo per imparare ciò che non sappiamo e approfondire quello che già sappiamo. > Ecco il parere di Stefano e per dimostrare ciò che aveva appena detto, ha richiesto a ognuno di noi di aprire le nostre menti e di sbizzarrirci con vari temi che avremmo trattato successivamente.

Ecco cosa uscì, quel giorno, da ognuno di noi: “alcool e droga”, “scuola oggi: pro e contro”, “differenze tra culture e ragazzi”, “emarginazione”, “scuola”, “rapporti tra allievi e docenti”, “rapporti in famiglia”, “pregiudizio”, “autostima”, …

È stato strabiliante vedere come sono rimasti entusiasti i rappresentanti del progetto nel vedere tutti quei ragazzi che collaboravano nel lavoro da svolgere nei vari gruppi formati da culture, sessi e scuole diverse.

A fine giornata alcuni giornalisti del giornalino on-line del CFP, hanno intervistato alcuni ragazzi e i responsabili del progetto, scoprendo che, un’esperienza di questo tipo, che è davvero piaciuta agli studenti che vi hanno preso parte, si potrà ripetere più volte in futuro.

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