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IL SERVIZIO DI VOLONTARIATO EUROPEO

La testimonianza in diretta

Pamela Argento • gennaio 2009

La Commissione europea, il Parlamento europeo e gli Stati membri dell'Unione europea hanno istituito il programma Gioventù in azione, uno strumento per offrire ai giovani un’opportunità di apprendimento non formale ed informale con una dimensione europea.

Alcuni degli obiettivi del programma "Gioventù in azione" sono: promuovere la cittadinanza attiva dei giovani, in generale, e la loro cittadinanza europea in particolare; sviluppare la solidarietà e promuovere la tolleranza fra i giovani per rafforzare la coesione sociale dell'Unione europea; rafforzare la comprensione reciproca tra i giovani di diversi paesi; contribuire allo sviluppo della capacità delle organizzazioni della società civile nel settore della gioventù; promuovere la cooperazione europea in materia delle politiche giovanili.

Uno dei programmi per raggiungere gli obiettivi del programma "Gioventù in azione" è il Servizio Volontario Europeo.

Il Servizio Volontario Europeo (SVE) consiste in una particolare esperienza di formazione  proposta a tutti i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Durante un periodo compreso tra i 6 e i 12 mesi il volontario avrà l' occasione di conoscere meglio un altro Paese, un'altra cultura, un'altra lingua, partecipando alla realizzazione di un progetto utile alla collettività in specifiche iniziative a carattere locale. In sostanza potrà migliorare il proprio  bagaglio di esperienze personali e culturali.

Il volontario svolge la sua attività in una nazione diversa dalla propria nazione di residenza. Un’attività SVE può svolgersi in vari settori: cultura, arte, protezione civile, ambiente, cooperazione allo sviluppo, ecc.
La mia esperienza di volontariato europeo si è conclusa nel marzo del 2007 ed ancora il ricordo dei sei mesi passati a Peniche è vivo.

Peniche, una cittadina di 35.000 abitanti situata a 90 km da Lisbona sull’Oceano Atlantico; è stata questa la meta del mio volontariato; l’ho scelta per svariati motivi: avevo sempre sognato di andare in Portogallo e l’idea di poter passare lì 6 mesi era di certo entusiasmante; era da tempo che pensavo di fare un’esperienza all’estero ed era il momento giusto per partire; ed il tipo di volontariato mi era molto familiare: dovevo fare l’educatrice nelle attività di dopo scuola con i bimbi di età compresa tra i 6 e gli 11 anni e avevo già lavorato parecchio in questo campo.

Tutto il resto era una gran incognita: dove avrei abitato per sei mesi? Sarebbe stata dura lontana da casa? Chi avrebbe lavorato con me? Sarei riuscita ad imparare il portoghese (non sapevo nemmeno una parola)?

L’esperienza mi spaventava di certo, avevo un sacco di domande a cui non potevo dare risposta e le risposte potevo trovarle solo li, a Peniche in quella cittadina sull’Oceano Atlantico.

Ricordo ancora quando sono scesa dall’aereo e quando ad accogliermi ho trovato i miei futuri coinquilini e compagni di avventura: Lucie dalla Repubblica Ceca, Andreas dalla Svezia, Sarah dal Belgio, Paulo dalla Francia, Arthur dalla Lettonia e Ipek dalla Turchia; La diversità è ricchezza! E’ questa la prima cosa che mi è venuta in mente, ed è stato una vera e propria costante del mio servizio di volontariato europeo: eravamo diversissimi l’uno dall’altro, c’erano differenze culturali abissali ed eravamo un gran gruppo, eravamo complici, affiatatissimi, con competenze diverse, complementari l’uno all’altro…

Ho apprezzato tutti i miei compagni di “viaggio” per le molte qualità e per quanto si sono giocati in questa avventura, l’unica cosa che ci accomunava era la lontananza dal nostro paese ma il Portogallo è stato una magnifica seconda casa per tutti!

Abbiamo imparato a conoscere la cultura portoghese e i principali approcci li abbiamo avuti attraverso i bimbi a cui era il rivolto il servizio di volontariato: anche grazie a loro abbiamo pronunciato le prime parole in portoghese, loro ci hanno corretto i difetti di pronuncia e ci hanno aiutato a imparare un sacco di nuovi vocaboli… Ma anche la gente di Peniche ha lasciato un enorme segno nel cuore, è gente fantastica, inizialmente diffidente ma poi disponibile e sempre pronta ad aiutarti di fronte alle difficoltà; per non parlare della città stessa, non scorderò la mia casa, la mia camera…la vista sull’oceano, il suo odore, il garrito dei gabbiani e il rumore delle onde…

Questa esperienza mi ha dato tanto e sono cresciuta molto, mi ha responsabilizzata, ho imparato a conoscere una nuova cultura, ma quello che ricordo con infinito piacere sono tutte le persone che ho conosciuto perché ognuno di loro mi ha lasciato un gesto ed un sorriso che rimarrà indelebile. Consiglio a tutti di poter fare un’esperienza simile, questo programma dell’unione europea è un gran strumento a disposizione di tutti i giovani e vale la pena veramente scegliere il proprio progetto e partire per vivere una splendida avventura!

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