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IL RAZZISMO NEL CALCIO

Un ragazzo albanese di 16 anni esprime i suoi pensieri

Eljon Ikonomi • marzo 2010

Il tema all'ordine del giorno in queste ultime ore è senza dubbio (oltre a quello della crisi economica internazionale) quello dei casi di violenza e di razzismo più o meno frequenti. Ancora oggi, sulle pagine dei principali giornali si leggono dichiarazioni e notizie di ogni genere. Il razzismo è un fenomeno sempre presente, malgrado non lo si voglia vedere; il razzismo c'è, è inutile raccontarci il contrario, ognuno di noi vive con difficoltà l'incontro con l'altro, con il diverso, ma questo ovviamente non chiude la strada alla "educazione" ed alla creazione di una mentalità più aperta. Se c'è difficoltà a relazionarsi con una persona, qualsiasi essa sia, la soluzione alternativa non è quella di farla fuori o di picchiarla.

Il razzismo nel mondo del calcio è sempre esistito però non si è fatto sentire come il caso del giocatore della squadra dell’ Inter Mario Balottelli che sta facendo discutere. I recenti drammatici episodi di violenza a cui tutti abbiamo assistito non fanno che confermare che il mondo del calcio ha bisogno di profondi cambiamenti al proprio interno, eliminando innanzitutto ogni espressione di razzismo e di odio verso l’altro. Razzismo e violenza sono due facce della stessa medaglia, e possono essere sconfitte solo attraverso l’acquisizione di regole e comportamenti condivisi tra società di calcio, calciatori, tifosi e giornalisti, per il rispetto dell'altro e il rifiuto della violenza.

Questo mondo, parlo del mondo del calcio, dovrebbe avere regole più severe perché se continua così sarà sempre peggio, e questo influenzerà anche i ragazzi più giovani che fanno parte del mondo del calcio e se non si insegna a questi ad accettare persone esternamente diverse questo argomento ci sarà sempre.

I primi a dover essere fermati sono i tifosi che con i loro cori razzisti rovinano le partite, rovinano lo spettacolo che crea il calcio, però non si sta facendo nulla per questo, dando multe o non facendo entrare i tifosi negli stadi non si conclude nulla perché torneranno a rifare quello che hanno già fatto e non si è avuto nessun cambiamento rispetto a prima.

Questo problema va affrontato, non deve essere lasciato in disparte perché si ripresenterà e sarà ancora peggio non solo nel calcio ma anche nella vita sociale e lì la situazione sarà davvero incontrollabile.

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