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I GIOVANI E LA DROGA

Drogarsi in fondo è solo paura di vivere

ANONIMO [CFP Arba] • aprile 2010

Oggi si parla molto delle dipendenze giovanili e in particolar modo della dipendenza dall’alcol. Tuttavia non sento parlare le televisioni dell’allarme droga, ma solamente del nuovo allarme alcolismo.

Per informarmi meglio su questa problematica, mesi fa decisi di leggere il libro “ Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino” e devo dire che da questa lettura ne sono uscita sconvolta. Mai avrei pensato che il mondo della droga fosse un tunnel così drammatico e interminabile; una drammaticità a quei tempi (1976) che coinvolgeva i più giovani. Da quella lettura, mi sono chiesta, da quei tempi fino ad oggi in che modo si è evoluta la condizione di dipendenza dalla droga? Sinceramente non ho dovuto fare ricerche approfondite per darmi presto una risposta plausibile. Mi è bastato infatti conversare con i miei coetanei per capirne di più.

Per i ragazzini di quindici anni e a volte anche di meno, è normalissimo fumare hascisc a più non posso o sniffare addirittura cocaina. Molti si stupiscono se a quindici anni non hai ancora provato a farti qualche spinello o se addirittura ti schifi all’ idea di “sniffare”. Indistintamente ragazzi e ragazze, trovano sballo e divertimento in quelle che tutti chiamano droghe leggere. Ma leggere perché? Forse perché provandole non firmi subito la tua condanna a morte e quindi non ti crei una vera dipendenza?

Probabilmente si... ma se questi “pseudo maestri di vita”, che pensano di sapere tutto del mondo, andassero a leggersi ciò che le droghe leggere creano nell’ organismo, forse ci penserebbero su prima di fumarsi il prossimo spinello.

Queste sostanze infatti, se assunte a lungo tempo, danneggiano l’organismo, rendendolo debole e creando gravi lesioni alla mente; con gli anni infatti si rischia di perdere la memoria, fare molta fatica a concentrarsi o a ricordare qualcosa e rende assai remota la possibilità di dormire qualche ora per notte. Le droghe sono essenzialmente veleni, anche se leggere. Creano assuefazione, sballo e dipendenza.

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[foto: fonte illupoblog.blogspot.com]

E’ sbagliato pensare che facendosi qualche spinello non si corre nessun rischio, perché si parte proprio da uno stadio iniziale come l’hascisc. Da li il desiderio di provare sempre più sballo aumenterà, così si decide di passare a qualche sniffata di cocaina, a qualche allucinogeno, pasticche e infine ci si comprerà una bella siringa da spararsi in vena.

Lo dico in maniera molto schietta, perché se vogliamo essere sinceri, quando una cosa ci piace e la prendiamo per molto tempo, dopo non possiamo più farne a meno e la voglia di provare altri derivati da queste sostanze “magiche” ci tormenterà, fino a convincerci che è giusto provare.

Lo dico in maniera molto schietta, perché se vogliamo essere sinceri, quando una cosa ci piace e la prendiamo per molto tempo, dopo non possiamo più farne a meno e la voglia di provare altri derivati da queste sostanze “magiche” ci tormenterà, fino a convincerci che è giusto provare. Molti giovani si buttano in questa strada perché troppe volte vogliono emulare i loro compagni o sentirsi più grandi… altre volte i “poveretti” si annoiano e per ammazzare la routine di una vita normale, devono cercare aiuto in cose più grandi di loro.

Le parole forse non servono, ma è proprio questa convinzione che molti si prefiggono, di riuscire a fermarsi in tempo, che li porta alla rovina. Non è vero che la droga fa male… La droga ti fa provare sensazioni di piacere e di estasi, ma bisogna capire che tutto questo ti uccide, non ti fa solamente del male. Lo stadio finale dell’eroina, a cui moltissime persone arrivano, ti strappa ogni dignità, ti toglie persino la figura umana.

A quel punto non vivi più per vivere, ma vivi per drogarti.

Ci sono persone che riescono a svuotare la propria casa quando non hanno più soldi per un buco, uomini e donne che si prostituiscono, che si svendono pur di avere quella maledetta dose di veleno. Leggere come negli anni ’70 ragazzine di dodici e tredici anni si prostituivano, a uomini che potevano essere loro nonni, per un buco, lascia nella mente solo un profondo sgomento; non erano solo ragazze a prostituirsi, ma anche moltissimi ragazzi che non ragionando più e non avendo altra via di uscita, decidevano di fare "marchette", svendendo non solo il corpo ma anche quell’ ultima briciola di dignità.

E’ da sfatare il mito che questi sono solamente casi estremi, perché per molte persone, tutto questo è quotidiano. Purtroppo è ancora così, ma per molti è meglio non ammetterlo che il mondo della droga non è cambiato e non cambierà mai. Questa convinzione l’ho avuta un giorno, a Roma, passeggiando lungo il fiume Tevere. Ho visto camminare affianco a me, di tutta fretta due ragazzi, un maschio e una femmina, che non avranno avuto più di vent’anni. Erano così magri che non so come facessero a reggersi in piedi, sciupati in viso, di un colore giallo. Questi due ragazzi ad un tratto si sono seduti a terra, hanno alzato la manica della loro felpa e si sono infilati una siringa con foga. Tutto questo sotto gli occhi di passanti e ragazzini come me, che per abitudine probabilmente, non si sono nemmeno girati a guardare. In quel momento mi si è agghiacciato il sangue ad osservare la scena… quei due giovani avevano la morte impressa negli occhi.

A mio parere è un’utopia pensare che questa piaga si possa sconfiggere. Non fa più scalpore pensare che molti adolescenti firmino un atto di morte, il più delle volte inconsapevoli della fine che li aspetta. Sinceramente non provo nessun tipo di pena nei confronti di queste persone, che hanno deciso di ferirsi da soli, sapendo che non è una cosa giusta. Le conseguenze che la droga porta al corpo e all’ animo di una persona però, dovrebbe essere divulgate dai mass-media, inserendo notiziari crudi senza mezzi giri di parole. Nelle scuole poi, oltre a far leggere i canti di Dante Alighieri, dovrebbero mettere sotto gli occhi di tutti anche qualche pagina scritta da Christiane F. Sta a noi decidere se salvarci dalla perdizione, o farci del male per dimostrare di essere forti e coraggiosi.

Drogarsi non è una questione di coraggio, ma è solo paura di affrontare il mondo e se stessi.

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