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I DIRITTI DELLE DONNE

Parita'?

ANONIMO [CFP Arba] • aprile 2010

Oggi la parità tra uomo e donna, nei Paesi più acculturati e industrializzati, è ormai un dato di fatto. Le donne oggi sono più istruite, hanno le stesse opportunità lavorative dell’ uomo, si concedono giustamente una propria individualità sociale.

L’immagine della donna come madre e moglie devota, dedita solamente alla casa e ai suoi doveri coniugali è stata messa da parte per essere sostituita dall’immagine di una donna in carriera, capace di intendere quali siano i suoi diritti; spesso confondiamo questa immagine a causa di mass-media che ci trasmettono un concetto di femminilità a mio parere errato.

I programmi televisivi e i rotocalchi sminuiscono infatti il concetto femminile, sfruttando solamente gli attributi fisici, senz’altro molto promettenti, ma non unicamente principali in una donna che si rispetti.

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[foto: fonte silab.it/storia]

In un paese occidentale come il nostro, è usuale e oramai comunissimo assistere a programmi tv in cui belle ragazze si aggirano seminude negli studi, proferendo poche e a volte stupide parole, che le rendono solamente delle oche. In altri paesi europei è invece ancor più comune la libertà o per meglio dire la spregiudicatezza di certe situazioni in cui la donna è esposta agli occhi di tutti in pose e condizioni molto “osè”. Basti pensare alle vie olandesi o berlinesi in cui sono tradizionali le case del sesso; le donne vengono addirittura esposte in vetrina, quasi fossero merce da acquistare.

Il liberalismo e l’emancipazione che il mondo femminile, dopo molte lotte ha ottenuto, è sicuramente giusto e sacrosanto, ma un concetto più ortodosso di bellezza e “libertà”, non sarebbe disprezzato se appreso da più di qualcuno, al fine di comprendere che non è sufficiente spogliarsi agli occhi di tutti e camminare ancheggiando sotto i riflettori, per poter dire di aver raggiunto una parità con il sesso maschile.

Se vogliamo veramente parlare di libertà e diritti della donna, dovremmo essere più coerenti e renderci conto che molte angherie e ingiustizie vengono ancora oggi commesse e non solamente nei paesi musulmani, dove la donna è praticamente “l’oggetto del piacere maschile”, ma bensì anche in Paesi come il nostro.

Analizzare ora tale situazione con freddi dati anagrafici diventerebbe una triste serie di numeri, ma se non bastano le parole a farci aprire gli occhi, forse qualche numero può farci comprendere la gravità della situazione.

In Italia più di sei milioni di donne, almeno una volta nella vita hanno subito abusi e violenze. Ogni giorno, nel nostro Paese risultano essere vittime di botte o abusi sette donne, dal nord al sud. Solo nei primi dodici mesi del 2007 un milione di donne ha subito violenze gravi. Molti altri sarebbero i dati da elencare, dati vergognosi, che ci fanno capire quanto degrado ci sia in realtà anche nel nostro piccolo mondo.

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[foto: fonte wordpress.com]

Ciò che più mi fa rabbrividire è che nella maggior parte dei casi si tratta di violenze consumate tra le mura domestiche. Ingiurie, botte, abusi sessuali, persecuzioni e minacce sono all’ordine del giorno. Si può dire che l’ omicidio per mano maschile sia tra le prime cause di morte per le donne. E’ vero, la giustizia fa il suo corso, anche se spesso non tutela nel giusto modo queste vittime.

E’ quindi un allarme sociale!

Sembra quasi impossibile poter dire di porre una fine a tutta questa ferocia, perché implacabile è l’ odio dell’ uomo nei nostri confronti. Nel terzo mondo invece è all’ordine del giorno sentir parlare di infibulazioni, e utilizzo di acidi per sfigurare il volto femminile. In molti Paesi è invece tradizione uccidere la figlia o la sorella se questa non se la sente di sposare uno sconosciuto a cui è stata promessa in sposa o addirittura condurla al suicidio.

Io parlo da ragazza, e ogni volta che sento parlare di questi fatti provo solamente un profondo odio nei confronti degli uomini. Noi, come donne, abbiamo tutti i diritti di essere tutelate da ogni forma di violenza, perché siamo persone e non oggetti. Siamo creature che vivono in un loro mondo, con una profonda sensibilità e una grande paura di essere ferite.

A volte l’amore ci rende cieche e i sensi di colpa ci impediscono di punire chi ci fa del male, quindi per vergogna o a volte solo per paura, non chiediamo giustizia e rimaniamo così chiuse nelle nostre mura di solitudine, mura che troppe volte vedono scene di inaudita violenza.

Gli uomini dovrebbero smetterla di credersi superiori e in dovere di strumentalizzare gli altri, perché non sarebbero nessuno se non ci fosse stata una madre ad accudirli e una moglie a dare alla luce il sangue del loro sangue. Non ho scrupoli nei confronti di quegli individui che tiene certi comportamenti… Spero solo dal più profondo del mio cuore che non vada sempre così e che ci siano anche uomini capaci di amare, ma che in particolare conoscono la parola RISPETTO .

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